Palazzo Calvi

Martinengo, Bergamo, Italia

L’ambito di intervento è senza dubbio costituito da una porzione pregevole del territorio comunale di Martinengo, posta all’interno del centro storico e compresa tra Porta Garibaldi, via Crocefisso ed il vallo colleonesco.

L’area ricade all’interno della perimetrazione di un ambito territoriale con vincolo ambientale ex Legge 1497/1939, imposto con D.M. 24 luglio 1964.

Il valore intrinseco dell’area di studio risiede, in generale, nella sua appartenenza alla conurbazione edilizia all’interno delle mura medioevali, caratterizzata dalla compresenza di elementi costitutivi significativi sotto il profilo storico, urbanistico e ambientale. Dal punto di vista propriamente architettonico, il complesso del Palazzo Calvi costituisce indubbiamente la presenza di maggiore importanza e di innegabile prevalenza.

Nonostante il complesso edilizio versi in un grave stato di degrado e di abbandono, è attualmente ancora concretizzabile il recupero della matrice strutturale e delle facciate, oltreché la ricostruzione di quanto irrimediabilmente perso.

La struttura del palazzo, come si presenta ora, in seguito alle varie trasformazioni susseguitesi da inizio ’800, fino alla revisione delle facciate verso il vallo colleonesco, risalente ai primi del ’900, rappresenta un punto fermo nella riorganizzazione urbana del comparto: il cardine intorno al quale ruota la proposta progettuale.

Il complesso dei corpi rustici, la cui costruzione viene fatta risalire ai primi anni del ’900 e oggi completamente crollato, non ha particolari valori da tutelare, se non la sua appartenenza ad un circostante tessuto edilizio consolidato e caratterizzato da una certa omogeneità per tipologia e morfologia.

All’estremo lato Nord del comparto, in corrispondenza del ponte sul vallo colleonesco di via Crocefisso, è presente l’edificio pubblico denominato “Centro anziani”. Un edificio di cui il vigente Piano Regolatore Generale prevede come grado di intervento la demolizione senza ricostruzione, per almeno due motivi: il primo è da imputare alla sconnessione linguistica e compositiva dell’architettura con il contesto, nonché alla scarsa qualità edilizia del fabbricato; il secondo è da imputare alla naturale vocazione del sedime, quale area libera di cui riappropriarsi e da restituire al sistema del verde lungo il vallo colleonesco.

L’elemento caratterizzante la struttura morfologica territoriale fondamentale del centro storico di Martinengo è senza dubbio rappresentato dal sistema di circonvallazione, costituito dal vallo colleonesco, le mura e i giardini.

Un tratto importante di tale sistema di circonvallazione è interessato dal progetto, il quale tiene in debito conto la vulnerabilità di tale contesto e la compatibilità delle trasformazioni proposte.

Il sistema murario di contenimento appare oggi come uno scoordinato susseguirsi di brani di muro innalzati secondo tempi e tecniche diversi.

Innegabile importanza va riconosciuta al tratto in corrispondenza del fronte principale del Palazzo Calvi: l’unico tratto conservato e sostanzialmente integro.

Il percorso progettuale si pone come obiettivi primari il rispetto dei caratteri strutturali del contesto e l’assonanza con le peculiarità morfologiche del luogo.

L’esistente fisico nella sua totalità rappresenta la condizione oggettiva della progettazione.

L’analisi dello stato dei luoghi e gli obiettivi del programma hanno condotto all’individuazione di diverse modalità di intervento.

Gli interventi di restauro, consolidamento statico e risanamento igienico si riferiscono al complesso del Palazzo Calvi, per il quale si prevede il mantenimento e il consolidamento delle strutture verticali e, laddove possibile di quelle orizzontali. Nel caso di strutture completamente crollate o fatiscenti, come gran parte dei solai e delle coperture, si provvederà alla loro ricostruzione con tecniche e materiali compatibili, raggiungendo allo stesso tempo adeguate performance prestazionali.

In generale il progetto tende al mantenimento, oltre che degli elementi strutturali, della organizzazione distributiva interna degli spazi, nonché alla ricostruzione filologica delle scale originarie. Sono esclusi interventi che possono alterare l’organizzazione spaziale dell’edificio storico.

L’intervento di sostituzione edilizia è riferito al nuovo edificio progettato sull’area degli orti e dei corpi rustici. La nuova architettura, per composizione, tipologia e tecnologia della costruzione, interpreta e incarna lo “spirito del luogo”, e instaura con i “vecchi” edifici un rapporto inclusivo piuttosto che esclusivo.

L’edificio, completando il fronte urbano lungo il vallo colleonesco, si relaziona al palazzo vecchio attraverso la costruzione di una simmetria, il cui asse è rappresentato dalla casetta di gusto romantico esistente. L’adiacente volume basso, coronato dalla balaustra, viene chiaramente riproposto, con alcuni adattamenti, nelle stesse proporzioni dimensionali  ed architettoniche. Con questo procedimento compositivo viene introdotto il dialogo tra la vecchia e la nuova architettura.

L’organizzazione planimetrica del nuovo edificio è dettata dalla conformazione dell’area e dell’edificato circostante.

Il fronte verso il vallo è caratterizzato dal ritmo regolare scandito dai setti murari che si alternano alle superfici vetrate, arretrate rispetto al perimetro dell’edificio.

Dal punto di vista morfologico e compositivo la nuova architettura attinge da un personale repertorio formale e figurativo, che discerne dalla griglia dei caratteri distintivi del contesto il materiale compositivo per la progettazione.

L’articolazione dei nuovi volumi definisce al piano terra un percorso porticato e una corte, di cui è prevista l’acquisizione al patrimonio pubblico, creando così una nuova e qualificante successione di spazi urbani tra il parco e la via Crocefisso.

Gli interventi sugli spazi liberi interessano tutto il sistema degli spalti lungo il vallo colleonesco, oltre alla sequenza di spazi e percorsi, pubblici e privati, delimitati dagli edifici del comparto.

Il progetto ha perseguito l’importante obiettivo di concepire la completa continuità dello spazio verde lungo il vallo colleonesco, da Porta Garibaldi a via Crocefisso, e la riqualificazione di questo spazio quale importante luogo di incontro.

L’impostazione e la realizzazione del parco si ispira congiuntamente ai canoni guida dello stile italiano e dello stile inglese, alla ricerca della fusione armonica delle rispettive peculiarità.

Il giardino del palazzo, fin dall’inizio del secolo scorso, ha obbedito a precise scelte di decoro e di stile nella disposizione e nella scelta dell’essenza e della conformazione delle specie. 

Dopo decenni di trascuratezza e di abbandono, del giardino di Palazzo Calvi si sono persi ormai sia gran parte degli elementi vegetali, sia l’impronta storica dell’area.

Il progetto tende a riproporre un’interpretazione in chiave contemporanea dei valori culturali insiti nel giardino come luogo di incontro tra uomo e natura e tra arte e natura, in relazione anche alla sua trasformazione da giardino di fruizione privata a parco pubblico.

Il progetto introduce infine un elemento importante e riqualificante del nuovo spazio urbano: l’acqua. Quale elemento ricco di significati e di valori eccezionali per l’uomo, la presenza dell’acqua intende rievocare fruizioni sensoriali dello spazio pubblico, attribuendogli significati ulteriori a quello di semplice luogo di transito.

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Progetto

Massimiliano Gamba

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Dati dimensionali

Area di intervento: 6.930 mq

Volume esistente: 14.580 mc

Volume assetto finale: 17.000 mc

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Cronologia

Progetto: 2005

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