Bellavista

Bellavista è un nuovo sistema di identità visiva, informazione, orientamento e segnalazione dedicato alla città storica.

L’ambiente in cui viviamo è in continua trasformazione. La città storica muta anch’essa al mutare delle istanze dei cittadini e delle esigenze di vita contemporanea. Se questa trasformazione in un concetto più ampio di città, rilevabile nella periferia, nelle arterie di collegamento, nei nuovi insediamenti urbani, rimane complessivamente accettabile, perché i particolari si perdono rispetto alla dimensione della città e ad un contesto paesaggistico più ampio, nei centri storici, dove tutto è ravvicinato, la percezione del luogo e della sua qualità si manifesta ad una scala molto più ridotta. In un centro storico costituito da strette arterie serrate fra case, da piazze di modeste dimensioni, da verde pubblico prevalentemente delineato lungo tracciati storici, il dettaglio costituito dalle facciate degli edifici, dai decori, dalle pavimentazioni, dall’illuminazione, dalla segnaletica stradale, assume un ruolo fondamentale nella percezione del luogo.

Così mutano anche le modalità di intervento nel dare risposta alle istanze in rapporto alla delicatezza di un contesto storicizzato dove spesso si produce degrado del panorama urbano e scenari inadatti ed inattesi in rapporto ai caratteri storici e artistici del luogo. Un centro storico riveste particolare importanza per la sua appartenenza ad un sistema di relazioni tra elementi storico-culturali che collegano edifici storici di rilevanza, parchi e giardini, percorsi pubblici e corsi d’acqua, che costituiscono la connessione tra situazioni ambientali significative. La vulnerabilità del luogo è pertanto altissima e in tal senso possono giocare un ruolo rilevante anche le piccole trasformazioni non congruenti e, soprattutto, la sommatoria di queste, che possono a poco a poco arrivare a stravolgere l’immagine e la caratterizzazione storica del luogo. L’inserimento di elementi segnaletici e la loro composizione nella scenografia urbana, così come l’introduzione di componenti e materiali impropri, se eseguito in modo indiscriminato, può costituire una forte perdita dell’identità del luogo.

La tipologia e la qualità della segnaletica verticale ed orizzontale tipicamente utilizzata negli ambiti urbani, unitamente al suo impiego spesso smisurato ed invasivo, induce pertanto ad una rilettura del sistema di informazione, orientamento e segnalazione rivolto alla città storica. I cartelli stradali sono spesso collocati con ripetizioni ed eccessi, secondo una logica che non tiene conto del valore storico, architettonico ed artistico dei luoghi, degli edifici, degli scorci e delle visuali di pregio, tipici di un centro storico. Qui la concentrazione dei cartelli in prossimità delle intersezioni stradali interferisce drammaticamente con valori importanti come la trama viaria e gli scorci prospettici, compromettendo il delicato equilibrio della scenografia urbana di un centro storicizzato. Ragion per cui questi elementi assumono una valenza funzionale ed estetica importante in rapporto al contesto storico e artistico in cui vengono collocati, nonché all’immagine complessiva che ne deriva.

La concezione di un nuovo sistema di informazione, orientamento e segnalazione dedicato alla città storica non può prescindere dalla conoscenza e dalla comprensione del luogo e deve interagire con un progetto di marketing territoriale, di promozione turistica e commerciale della città. Sviluppo urbano sostenibile, valorizzazione del patrimonio storico e promozione dell’identità del luogo attengono ad un processo costante, una successione continua di fasi dove l’intervento pubblico integrato è necessario ed indispensabile. Un sistema di informazione, orientamento e segnalazione deve essere pertanto integrato da guide, mappe, sistemi informatici e digitali, consentendo di limitare le informazioni a quelle più importanti, riducendo così l’ingombro dei cartelli, e di adottare una forma semplice e minimale per tutti gli elementi informativi. Obiettivo del progetto è dare identità ed espressione visiva ad un sistema di informazione, orientamento e segnalazione e al contempo interpretare il carattere della città storica in rapporto alla contemporaneità: due dimensioni che coesistono, pur rimanendo distinte, e che si confrontano reciprocamente in un processo di continua interazione.

Il sistema è strutturato intorno ad una serie di elementi coordinati e riconoscibili che possono essere usati singolarmente e in varie combinazioni, a seconda delle necessità, formando un corredo a disposizione per lo sviluppo e la definizione di un progetto di marketing territoriale. Il design è contemporaneo e si caratterizza sia per la qualità dei supporti e della grafica che per il piacere intrinseco della sperimentazione.

La risposta ai problemi di informazione, orientamento e segnalazione non può che prevedere una famiglia di elementi che potranno moltiplicarsi in modo uniforme e coordinato nella città. Bellavista è quindi concepito per rispondere in modo flessibile a diversi contesti ed esigenze specifiche di ogni tempo e luogo. E affinché ogni singolo elemento venga identificato come parte di un sistema integrato, la cui matrice è la città storica.

La volontà è quella di descrivere la città in un gioco di piani e trasparenze, cercando di rivelarla e valorizzarla. Bellavista vuole essere parte di una percezione contemporanea di un esistente proveniente da epoche diverse. Questo modo di affrontare il tema non ha impedito una sistematizzazione per tutto ciò che riguarda le informazioni funzionali e sussidiarie, anche le più ripetitive come le indicazioni direzionali. Altro presupposto di Bellavista è quello della continuità: strutturare il sistema informativo secondo un’unica logica che informi tutti i sottosistemi che lo compongono.

L’elaborazione grafica è basata sull’uso di testo e font in composizioni orizzontali su un supporto in alluminio intagliato, piegato e dimensionato secondo lo sviluppo ed il fluire del testo, consentendo flessibilità e variazioni nella sua applicazione e al contempo riducendone l’ingombro. Una struttura grafica e tipografica identificativa basata sulla ripetizione di una serie di elementi ricorrenti che concorrono a costruire una coesione visiva. Una composizione con giochi di sovrapposizioni e di trasparenze, il cui obiettivo è quello di fornire un linguaggio visuale riconoscibile e capace di adattarsi alle varie esigenze di comunicazione. La caratterizzazione del prodotto è tale che l’uso di un singolo elemento regala una percezione unitaria dell’intero sistema coordinato di comunicazione. Il font utilizzato è “Simplifica”, ritenuto un font versatile, leggibile e moderno.

Il principio guida di un progetto di segnalazione, nello specifico dei cartelli di direzione, dovrebbe essere quello della “indicazione progressiva”. Adottando questo criterio il sistema comunica solo le indicazioni più importanti, consentendo di limitare l’ingombro dei cartelli di indicazione. La frequenza delle postazioni dovrà essere sufficiente per comunicare continuamente le informazioni progressive necessarie a raggiungere la meta e il loro posizionamento dovrà essere tale da garantire la visibilità del messaggio. La frammentazione e la distribuzione degli elementi, secondo il criterio della “indicazione progressiva”, porta ad una chiara divisione gerarchica delle informazioni, con una segnaletica secondaria che presenta segnalazioni e informazioni sussidiarie e pittogrammi. Infine, anche se lo scopo ultimo della segnaletica è di garantire il realizzarsi di un obiettivo, non si può trascurare che la ricerca rappresenta un’esperienza sensoriale ed estetica che si accompagna alla fruizione dello spazio della città.

Relativamente agli aspetti cromatici, la disponibilità dei colori è tale da soddisfare le esigenze dei diversi contesti di inserimento, affinché ci sia contrasto tra sfondo e segnale, in modo da rendere facilmente identificabile l’informazione. Poiché chi comunica è l’Istituzione, il potere amministrativo della città deve prevalere sul resto in termini di visibilità e di  riconoscibilità, da qui la proposta di una immagine coordinata che faccia riferimento a dei colori facilmente riconoscibili e che facciano parte dell’immaginario collettivo della città. Una città che comunica lo deve fare in modo autorevole e riconoscibile, un’immagine coordinata coerente è fondamentale per la costruzione di una “brand image” cittadina. I colori degli elementi vanno di volta in volta scelti seguendo alcuni criteri di selezione in rapporto ai colori dell’architettura, ai colori del paesaggio, ai colori del folklore e dei simboli della città, etc. Nelle valutazioni di abbinamento alle superfici architettoniche il colore dell’elemento è bene che si stacchi dal fondo e non si confonda con la facciata. Le lettere intagliate garantiscono un buon contrasto e una buona lettura. Le informazioni secondarie, non intagliate, sono in colore nero o bianco in base al colore di fondo.

Il design di questi elementi, chiaramente contemporaneo, consente un’informazione neutra ed evidente rispetto alla facciata che risulterà ben distinta dall’oggetto che vi si interpone. Si evita così l’effetto ambiguo di comunicare un manufatto similare allo stile della facciata che potrebbe essere inteso come complemento della facciata stessa o contestualizzato con essa: l’elemento informativo non deve essere in competizione con l’edificio, tantomeno mimetizzarsi con esso, bensì deve porsi in un confronto dialettico che interpreti il carattere della città storica in rapporto alla contemporaneità, attraverso un linguaggio aperto alla innovazione e alla sperimentazione.

Il sistema di identificazione e informazione si configura con elementi definiti “Totem” a supporto di pannelli informativi posti in corrispondenza di edifici storici ed in contesti architettonici di rilievo, con l’obiettivo di fornirne una informazione adeguata senza interferire in modo rilevante con il contesto descritto. Il design di questi elementi consente un inserimento nello spazio in maniera “silenziosa”, con rispetto per l’identità dei luoghi e dialogando con essa. Sul piano della comunicazione si riconosce alla parte estetica un valore complementare a quello della trasmissione dell’informazione: la comunicazione ha nell’estetica un richiamo, la traccia della presenza di un sistema, che lo rende visibile e riconoscibile, partecipa alla sua comunicatività. La componente estetica è assunta come valore aggiunto per la comunicazione, in quanto evita che l’elemento si mimetizzi nella moltitudine di altri segni, cadendo nell’anonimato. In alternativa al pannello informativo, è disponibile una riproduzione in scala 3d printed dell’architettura descritta. Un’architettura assume significato anche e soprattutto in ragione degli spazi in cui essa è inserita e delle relazioni spaziali con cui interagisce. La rappresentazione tridimensionale delle architetture attraverso modelli risponde alla volontà di trasmettere con estrema semplicità la conoscenza della costruzione fisica, ma anche simbolica, della città storica, attraverso la riproduzione delle architetture a cui tale compito è stato demandato e che, di conseguenza, sono divenute con il tempo icone e metafore della città stessa. Capisaldi, monumenti, invariabili della trama urbana, punti di riferimento e orientamento.

Il totem si presenta monolitico, scuro o nero, pulito e preciso nelle sue linee geometriche, un “frammento” dove la superficie sezionata è evidenziata per contrasto da un diverso materiale e colore. Su questa superficie sono rappresentate le informazioni.

Le mappe si moltiplicano e si traducono in mappe tematiche, strumenti in grado di sottolineare le molteplici vocazioni del territorio attraversato da un reticolo di percorsi: le vie del vino, le vie sacre, le vie dei parchi sono solo alcune delle infinite modalità di leggere il territorio e di trascrivere sulla mappa i punti e le connessioni che concorrono a definire differenti assetti spaziali. La mappa rappresenta la soluzione ottimale per organizzare un itinerario pedonale o ciclabile in quanto fornisce molti dettagli ed informazioni in uno spazio ristretto. Il sistema di mappatura deve essere coordinato, cioè partendo dalla mappa master si dovranno estrarre le mappe tematiche nelle diverse scale e formati per i diversi fini. L’informazione e l’aspetto grafico deve essere sempre coerente, anche se correlato di volta in volta alla scala di lettura necessaria e in funzione del suo utilizzo.

L’approccio di un pedone e di un ciclista al sistema delle informazioni è molto diverso da quello di un automobilista. Per questa ragione il progetto di un sistema orientato al pedone e al ciclista è un progetto di dettaglio, perché può essere più semplice e immediato rispetto alla segnaletica stradale. Migliorare l’orientamento, la percorribilità e l’uso delle informazioni rivolti a pedoni e ciclisti genera un’esperienza più invitante per tutti. Il sistema dei segni orientato solo a pedoni e ciclisti consente infine un minore impatto visivo. Da queste considerazioni e dalla tensione progettuale rivolta alla sintesi e alla semplicità delle cose nasce “Briciola”, un elemento da terra rivolto alla segnalazione e all’orientamento per il pedone ed il ciclista, pensato per le strade e le piazze della città. Di forma quadrata, in metallo o in pietra su un blocchetto in calcestruzzo, si inserisce facilmente nelle pavimentazioni esistenti con interferenza nulla rispetto alle visuali di insieme. Ispirato alla famosa favola dei fratelli Grimm, “Briciola” è un inno alla semplicità e alla gioia!

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Design

Massimiliano Gamba

2016

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Committente

SISE SpA